Recensione: Celestia

Da LudiKa News n°10
by Jacopo Lucchesi

L’uomo, nella sua esistenza, ha sempre provato una certa attrazione per l’ignoto. Questa curiosità ha portato a molte scoperte e soprattutto ha permesso di superare quelle limitazioni che ci sono imposte dalla nostra condizione di esseri terrestri.

Il primo ostacolo è stato il mare, ma non è passato molto tempo (geologico almeno :) ) che la curiosità dell’uomo lo ha portato a rivolgersi verso il cielo. La maggior parte di noi avrà avuto occasione di viaggiare nel cielo con un aereo e da lassù sporgersi a guardare fuori dal finestrino, trovandosi davanti le distese delle nuvole. Ma questa distesa non è un po’ come un mare, il mare delle nubi?
Non siamo certo i primi a fare queste riflessioni e nell’immaginario collettivo, come nelle storie, nei romanzi, nelle opere d’arte e cinematografiche è spesso presente questo tema del cielo e delle nuvole come un vasto mare da affrontare. E’ proprio qua che ci porta questo gioco edito dalla BLAM! e le sue basi sono proprio i concetti di navigazione e l’idea dell’esplorazione.

Gioco indicato per 2-6 giocatori, Celestia si basa su meccaniche di funzionamento molto intuitive e che i giocatori possono memorizzare in breve tempo e imparare nella pratica dopo un paio di turni, il tutto corredato da un’ottima sede grafica, in tutte le componenti del gioco.

I giocatori impersoneranno i viaggiatori di un’aeronave, presente nel gioco nella forma di un modellino di cartone di buona fattura e che fa la sua figura sul tavolo; a turno, ognuno dovrà svolgere il ruolo del capitano e portare la nave da un’isola nel cielo all’altra, alla ricerca di tesori sempre più preziosi. Ma per passare da un luogo all’altro, come in un vero mare, il capitano dovrà affrontare degli imprevisti, generati casualmente tirando degli appositi dadi a figure. Questi imprevisti sono di quattro generi: dense nubi, fulmini, grandi uccelli (i tucani!!) e pirati, e il capitano di turno dovrà affrontarli in base alle carte che ha in mano, rispondendo a ogni imprevisto con una carta dello stesso simbolo.

Qui entra in campo la meccanica di gioco più originale di Celestia: ogni giocatore dovrà decidere in ba-se al tiro dei dadi e al numero delle carte che possiede il capitano se affidarsi a lui per tentare la traversata o se scendere sull’isola in cui è cominciato il turno e riscuotere i punti della “casella” dall’apposita pila. Più si va avanti con le isole, più preziosi sono i premi delle pile dei punti. D’altra parte nel caso che il capitano non sia in grado di affrontare le insidie del tragitto la conseguenza è grave: l’aeronave infatti precipita e tutti i giocatori devono così ricominciare il viaggio dalla prima isola. I passeggeri che restano sull’aeronave perdono così la possibilità di fare punti ma d’altra parte ricominciare il viaggio è l’unico modo di pescare le carte. Questo scommettere sulla fortuna del capitano di turno è l’elemento più imprevedibile e divertente del gioco e una delle cose che rendono Celestia un passatempo originale e un buon modo di passare una mezz’ora in compagnia. Ad aggiungere brio e imprevedibilità a questo divertente mix ci pensano le carte speciali, che possono far ritirare i dadi al capitano o far scaricare i passeggeri contro la loro volontà. C’è anche un comodo “jet-pack” per abbandonare la nave nel caso le cose si mettano molto male e guadagnare punti nonostante l’esito sfortunato della spedizione.

Il gioco dura fino a che un giocatore non raggiunga i 50 punti vittoria.

Tutto sommato questa è forse, o almeno a nostro modo di vedere, l’unica pecca del gioco dato che come soglia è probabilmente un po’ troppo bassa; ciò permette una durata del gioco abbastanza breve, ma purtroppo capiterà a molti di rimanere contrariati quando un giocatore proclamerà la vittoria proprio quando il gioco cominciava a farsi avvincente. Celestia resta comunque un gioco divertente, ott-mo per divertirsi senza impegnare molto tempo e con una meccanica che impiegherà molto tempo prima di annoiare i giocatori.

Allora che aspettate, capitano mio capitano? Salpiamo fra le nuvole!